Ottime notizie per tutti gli studenti che riusciranno a scansare il noioso e costoso pro-forma dell'abilitazione! È passato al senato il disegno di legge per abilitare alla professione i laureati in varie discipline, tra cui Farmacia e CTF.

Per capire qualcosa di più, ho recuperato dal sito del Senato la relazione del senatore Pittoni sul provvedimento. Vi lascio il link nelle fonti sotto e procedo, citandolo testualmente: "Tale provvedimento si ricollega ad uno degli interventi di riforma indicati nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR)".1

Nell'ottica dei legislatori, l'idea è stata quella di eliminare l'attrito tra laurea e mercato del lavoro, consentendo un più rapido ingresso. Insomma, hanno trovato una giustificazione di carattere economico ad un problema che poteva essere risolto essenzialmente sul piano logico, dato che non aveva alcun senso far svolgere un tirocinio pre-laurea per poi far conseguire l'abilitazione a posteriori. Non me ne lamento oltre: se è davvero (ma davvero-davvero) necessaria una simile poltiglia ideologica per giustificare interventi di buon senso, così sia!

Chi viene toccato principalmente dalla legge?§

«L'articolo 1, al comma 1, dispone che l'esame finale per il conseguimento delle lauree magistrali a ciclo unico in odontoiatria e protesi dentaria (classe LM-46), in farmacia e farmacia industriale (classe LM-13), in medicina veterinaria (classe LM-42), nonché della laurea magistrale in psicologia (classe LM-51) abilita all'esercizio delle professioni, rispettivamente, di odontoiatra, di farmacista, di medico veterinario e di psicologo».

Come si può apprendere successivamente dallo stesso testo, sono coinvolte anche altre lauree professionalizzanti ad orientamento edilizio e agricolo, ma non rientrano nel target di questo post, quindi passo ai requisiti.

Perché la laurea sia abilitante bisogna aver conseguito almeno 30 crediti di tirocinio; se ho ben capito (ma non sono un giurista e sono poco abituato al burocratichese, quindi correggetemi se sbaglio), è necessario prima che il rettore recepisca la nuova legge e la traduca in regolamento universitario. La legge sarà infine applicata a partire dall'anno accademico successivo alla procedura appena illustrata.