Immaginate di dover fare una reazione fotoredox su larga scala, nel senso proprio di una roba a livello industriale, mica qualche grammo. Se è una fotoredox vuol dire innanzitutto che si tratta di una redox, quindi di ossidoriduzione. E ok, possiamo sorvolare su questo aspetto. Ma è anche "foto" e cioè il suo avanzamento è legato indissolubilmente alla presenza di una fonte luminosa. Meraviglioso.

Wikimedia Reazione Fotochimica Lampada Mercurio

Che belli quei palloni illuminati, i reattori accesi come lampioni da campagna in torride notti estive... Figuratevi la bellezza di un enorme reattore industriale, no? Ok, non si vedrebbe come in laboratorio perché mica li fanno completamente in vetro i reattori industriali, però con un po' di immaginazione... No, nemmeno, perché la luce di un diodo o di una lampadina riesce a penetrare solo debolmente una soluzione. Ma la luce in qualche modo dovrà arrivare, no? Altrimenti la reazione mica va avanti. Ed ecco che posso con orgoglio dichiarare che la soluzione (coff coff "per illuminare le soluzioni" ba dum tss) sono i...

LASEEEEER§

Anzi, laser ultra potenti: quelli per cui notoriamente conosciamo il Dalai Lama, che per l'appunto in questa gif fa sfoggio dei suoi poteri da X-Man.

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Se finora infatti la soluzione adottata è data da impianti con lunghissimi tubi luminosi che lungo i propri percorsi spesso spiraleggianti vedono pompati i reagenti, adesso i ricercatori di AbbVie hanno messo sul tavolo questa nuova soluzione: cavi in fibra ottica da inserire in normalissimi reattori standard (intendo i CSTR, quelli con l'agitatore in basso che sembra una grande ventola). I cavi condurrebbero a dei diffusori dei potentissimi raggi laser, i quali non sono solo più pratici perché possono essere implementati in strumentazione non equipaggiata (un po' come quando fai l'impianto a gas nella panda) ma comportano anche altri vantaggi non da poco:

  • Innanzitutto non riscaldano la soluzione.

Infatti utilizzare i tubi a spirale richiede l'utilizzo di numerosissime lampade di vario genere, quindi il riscaldamento è pressoché inevitabile. Coi laser, no.

  • Rese addirittura superiori

Il vantaggio più incredibile è proprio questo, ma non sorprende moltissimo, dato che superiore è il coefficiente di penetrazione: il team di sviluppo ha mostrato come è stato possibile raggiungere rese di chili e chili di prodotto ogni giorno da un reattore di 100mL. Niente male e penso che anche il Dalai Lama approvi.


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